Pavel Nedvěd, soprannominato “Grande Paolo”, ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio mondiale. Questo ragazzo poco appariscente di Skalná u Chebu, nella Boemia occidentale, è salito fino ai vertici del calcio mondiale grazie alla sua determinazione e disciplina. Nel 2003 ha vinto il Pallone d’Oro come miglior calciatore d’Europa diventando una leggenda della Juventus di Torino. Ma la sua storia va oltre il calcio. È una storia di determinazione, onore e dedizione.
Dalle giovanili del Cheb fino alla Juventus
Le origini calcistiche di Nedvěd provengono dalla Boemia occidentale, dove si è fatto notare da ragazzo per la sua resistenza e il suo spirito combattivo. Dall’allora Stella Rossa di Cheb, il suo viaggio lo ha portato Pilsen e la squadra dell’esercito Dukla fino allo Sparta Praga. È qui che ha fatto il suo debutto in campionato nel 1991 mettendosi subito in luce nella massima competizione ceca e aprendosi così le porte dell’Europa.Il 1996 è stato un anno di svolta per Pavel Nedvěd. Dopo un’ottima prestazione agli Europei in Inghilterra, dove è stato uno dei giocatori chiave della squadra ceca arrivata in finale, si è trasferito a Roma per giocare nella Lazio. Qui ha vinto il campionato italiano, la coppa nazionale e la Supercoppa UEFA. Nel 2001 è poi passato alla Juventus per una cifra record – ed è proprio qui che è diventato uno degli stranieri più amati nella storia del club.

Il Pallone d’Oro e i successi che pesano
Nel 2003, Pavel Nedvěd ha vinto il prestigioso premio del Pallone d’oro di France Football, secondo ceco dopo Josef Masopust. Il premio è arrivato dopo una stagione in cui la Juventus ha dominato la Serie A raggiungendo la finale di Champions League. Nedvěd non poté giocare la finale a causa di una penalità da cartellino – e questa è stata probabilmente l’unica ombra oscura in una carriera altrimenti scintillante.Esattamente 91 partite in nazionale e 18 gol – ecco quanti è riuscito a realizzarne con la maglia della nazionale ceca. Ha partecipato a tre campionati europei e a un campionato mondiale, dove ha guidato la squadra come capitano. Nel 2006, dopo i Campionati del Mondo, ha detto addio alla Nazionale.

Simbolo di forza, volontà e lealtà
Pavel Nedvěd era noto per la sua indomabile prontezza fisica – ogni giorno si allenava più degli altri, prestava molta attenzione all’alimentazione e alla rigenerazione. I tifosi della Juventus lo hanno amato non solo per le sue prestazioni, ma anche perché è rimasto con il club anche dopo la retrocessione in serie B nel 2006, quando altre stelle se ne erano andate. È diventato letteralmente un simbolo di fedeltà.Terminata la carriera di giocatore, ha lavorato come funzionario della Juventus dove è arrivato fino alla posizione di vicepresidente.
Sulle orme di Pavel Nedvěd
Se vuoi seguire Pavel Nedvěd al di fuori degli stadi di calcio, è a Františkovy Lázně che devi andare. Nel non lontano campo da golf di Hazel, infatti, è addirittura membro onorario e ha la sua buca personale numero 11! Per gli amanti del golf e dei tranquilli angolini nel bosco, questo è il luogo ideale per una gita.
Nella Boemia occidentale, non perderti assolutamente il castello di Bečov nad Teplou, dove si trova uno dei più rari manufatti dell’Europa medievale – il reliquiario di San Mauro. L’intera regione delle stazioni termali della Boemia occidentale – comprese le vicine Mariánské Lázně e Karlovy Vary – offre una combinazione di sorgenti minerali, antichi colonnati raffinati e il relax all’ombra dei sentieri in mezzo al bosco.

